Sotto una pioggia fitta fitta

Nel 1971 mio padre era uno studente e, come tanti ragazzi di quella generazione, amante della poesia. Prévert era il più gettonato. I giovani lo amavano perché si riconoscevano in quei componimenti semplici e immediati ( “I ragazzi che si amano ” ha fatto vibrare il cuore di molti ). Da buon lettore, scriveva lui stesso delle poesie, firmandosi con lo pseudonimo “Elvis” .
Saggiamente, conservò questi versi che sono adesso accanto a me, racchiusi in due quaderni, uno blu e uno giallo, sulle cui copertine spicca un disegno che riproduce la famosa fotografia di Che Guevara scattata da Alberto Korda ( Guerrillero Heroico ).
Tra le tante poesie che scrisse, una in particolare mi è sempre ronzata nella testa ed oggi ho deciso di recitarla, per fargli un regalo e forse, per farlo anche a voi e a me.

Buona visione e ascolto.
Ste