Alla ricerca della torre perduta

Pisa = Piazza dei miracoli = Torre pendente = Foto ricordo.

Istruzioni per la realizzazione dello scatto :

Posizionare il soggetto (fidanzato/a, amico/a, figlio/a, nonno/a, ecc…), alla destra o alla sinistra del monumento.

Comporre lo scatto dando indicazioni precise riguardanti la postura e il posizionamento degli arti prescelti, in modo tale da dare l’impressione ottica di:

1)Reggere la torre pendente

2)Spingere la torre pendente

Questo è ciò che accade ogni giorno, dalla mattina alla sera, in piazza dei miracoli.

La morte dell’originalità! L’elogio dell’ovvietà!

Immaginiamo per un attimo gli album fotografici di milioni di turisti che nel corso dei decenni hanno visitato Pisa. Potremo forse carpire i commenti, le risa, le pacche sulle spalle di ognuno di loro, tutti assieme nello stesso posto, in un attimo di tempo infinito e sempre uguale a se stesso.

Se racchiudessimo tutta questa massa umana in un unico, gigantesco album, questo si, sarebbe davvero interessante; epico!

Questa specie di psicosi collettiva, mi ha incuriosito, così ho deciso di frequentare la piazza per un periodo, osservando la gente e cercando di cogliere il senso di ciò che stavano facendo.

Non l’ho trovato.

Ma un’idea è balzata alla mente, dopo il quattrocentesimo giapponese in posa…

Stefano!

Fotografa i soggetti in posa e fanne un album!

No! Banale!

Mmmm….

Stefano!

Fotografa chi fotografa i soggetti in posa e fanne un album!

No! Banale!

Mmm…mmm…

Stefano!

Fotografa i soggetti in posa ma….togli la torre!

Tolgo la torre, ma…che senso…però…..Siiii!

Ad oggi,questo è il risultato :

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Ritratti ai tempi della polaroid

Il progetto è nato un giorno di inizio primavera del 2014.

Il pomeriggio, ero solito recarmi in una piccola osteria di Barga (LU), luogo storicamente  fucina di creatività ( in vino veritas ).

In quel luogo, potevi imbatterti nel geniale pittore, nell’elettricista illuminato, nella cantante raffinata, nel chitarrista funambolico, nell’oste delle fiabe; se eri particolarmente fortunato, potevi trovarti a bere con il leggendario moltiplicatore di funghi..ecc..ecc…

Io guardavo e ammiravo queste persone, così diverse tra di loro ma unite  da una loro particolare virtù.

Un giorno che passeggiavo adiacente all’osteria con una vecchia polaroid a soffietto tra le mani, trovai dinanzi a me Keane, l’artista! Stava al telefono e la sua figura era baciata da una luce magnifica. ( Il tempo si era appena rimesso da un corposo temporale primaverile, l’orologio indicava le 18 del pomeriggio ).

Lì, nacque l’idea.

Avevo caricato la macchina con una rara pellicola fujifilm in bianco e nero. Gli scattai una fotografia, questa:

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La resa fotografica di questa immagine mi lasciò di sasso, e mi diede l’input per realizzare ciò che elaboravo, inconsapevolmente, da tempo:

Fotografare queste persone che tanto ammiravo, in una immagine lontana dal digitale, vicina allo scorrere del tempo dell’osteria: lento, paziente, un po’ nostalgico.

Ogni giorno un personaggio, alla stessa ora, nello stesso posto.

Continuai per circa 3 mesi e questo fu il risultato :

 

 

Per 2 anni le immagini sono rimaste in un cassetto, fin quando, un giorno, hanno trovato la loro casa in questo rettangolo meraviglioso che parla di vite, di chiacchiericcio e di un gotto di vino lì di fianco.

Stefano.

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© Stefano Tommasi – Ritratti ai tempi della polaroid

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PER INFO : info@stefanotommasi.com /  (+39)   349 7145122

Il sogno di Narciso

Narciso è il nome di una barca.

Ad essere pignoli, il nome completo è Narciso II, presumibile  secondogenito di padre glorioso.

Narciso II sta lì, adagiato su una terra ferma e inospitale.

Oh Narciso,

che pena vederti guardare i monti

e non capire dove sia il mare!

Mentre ti accarezzo

sento la tua chiglia sussultare.

Ascolta il fiume,

sogna Narciso, sogna l’acqua da pattinare.

Sogna,

sogna il tuo bel mare.

( Stefano Tommasi )