Un solo modo

Ho un solo modo per parlarmi;parlarti.

Ho un solo modo per toccarmi;toccarti.

Ho un solo modo per respirare;respirarti.

Ho un solo modo per amarmi;amarti.

Buongiorno,

è pronto il caffè.

Testo e foto di : © Stefano Tommasi

Una cena romantica - © Stefano Tommasi
Una cena romantica – © Stefano Tommasi
Annunci

I pesci san sognar…( una piccola novella )

I pesci,loro si,san sognar.

Nei loro occhi,acqua,vento,sole e dolor.

Passano il tempo,stupiti perenni,la vita rimirar.

Poi arriva l’uomo e con antica ferocia li fa trapassar.

Eppur,fieri e sanguinanti continuan a indicar.

Forse forse non son morti,

ignari del buio,san solo sognar e sognar.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Testo e fotografie – © Stefano Tommasi

La neve di giugno ( Giro d’Italia 2015-1994 )

Sestriere,11 giugno 1994


– Papà!Papà!Arrivano!Arrivano!Scatta la foto!Scatta la foto! –

Nevicava,perdio!Era giugno e nevicava!Ma eravamo pur sempre in montagna quel giorno.Al Sestriere passava il giro d’Italia,quell’11 giugno del 1994.E nevicava perdio!Ma l’ho già detto…

– Papà!Papà!Arrivano!Arrivano!Scatta la foto!Scatta la foto! –

-Si figliolo,scatto!- Click…click,click.

E scattava bene papà;come uno scalatore in fuga!Pantani!Rodriguez!Click,click,click!.

Aveva gusto nella composizione ed io già sapevo che quelle foto,una volta sviluppate,sarebbero divenute epiche!Nevicava,perdio!E noi eravamo lì,insieme.Lui scattava ed io tenevo la borsa con i rullini e dovevo essere rapido nel dargli quello nuovo e riporre l’altro,esausto.

Ero fiero della mia mansione,perché ammiravo papà che,frenetico,fotografava,e riponeva fiducia nelle mie doti di assistente.

– Passami il rullino nuovo…riponi questo…bravo figliolo! –

Click…click…img195-1

Ero in estasi!

Quando la carovana passò,cessò pure la neve.

Ma nelle orecchie sentivo ancora quel suono,unico,familiare,rassicurante e avvolgente:

Click…click…

Abetone,13 maggio 2015


Sono seduto sul ciglio della strada ( e sto pensando agli affari miei,come direbbe Conte ).

Sono tanti anni che non seguo più il Giro d’Italia.Quando ero adolescente passavo ore davanti alla tv,senza perdermi nessuna tappa del Giro o del Tour de France;le seguivo tutte,anche quelle di pianura,oggettivamente soporifere.”Può sempre accadere qualcosa!” mi ripetevo, e così me ne stavo lì,con gli occhi sgranati a scrutare i miei ciclisti preferiti e scorgere nei loro volti ( o per meglio dire,nella mia fantasia ),il momento in cui avrebbero tentato la fuga o lo scatto vincente.Non ci azzeccavo quasi mai,ma quando il mio intuito si rivelava esatto,in una apoteosi di adrenalina e soddisfazione esclamavo:lo sapevo!lo sapevo! 

Non so cosa mi abbia spinto ad essere qua,oggi,con macchine fotografiche al seguito,ad aspettare il passaggio dei corridori.Sento di non aver nessun desiderio di fotografarli.La corsa rosa non mi interessa,non so nemmeno il nome dei corridori.E allora mi dico: – perché ?-

Non passa molto tempo,ed ecco che l’arcano si manifesta in tutta la sua chiarezza.

Da dietro la curva appare una ruota,poi un’altra e un’altra.Hanno un incedere strano,in slow motion.Attorno a me sento un silenzio intenso,morbido,ovattato.Come quando d’inverno fuori…

-Perdio,nevica!- Esclamo dentro me!

E lì, capisco.

Chiudo gli occhi e scatto! Click,click…click.

Sento i brividi e sento me stesso :

– Papà!Papà!Arrivano!Arrivano!Scatta la foto!Scatta la foto! – 


Un racconto di : Stefano Tommasi -© All right reserved –

Immagini di : Stefano Tommasi  -© All right reserved

                                                                       

” A papà,con amore e rispetto “

Questo slideshow richiede JavaScript.

Madre ( Terra )

001deflogoDa tempo pensavo ad un progetto fotografico che avesse a che fare con la Terra.

Terra inteso nel suo senso più globale,primordiale e profondo. 

Tutto ciò che ci circonda,che c’era prima di noi e ci sarà dopo.Tutto ciò che respira,vive con noi.

La Terra è nostra madre e troppo spesso noi,figli senza rispetto,l’abbiamo stuprata,offesa,dimenticata.

Con questo mio lavoro,desidero ricordare in primis a me stesso,che siamo fatti della stessa materia di un albero,di un filo d’erba,di tutto ciò che respira con noi; e tutti noi, piccoli esseri viventi,siamo legati da un cordone ineluttabile.Quindi,quando offendiamo la Terra,offendiamo nostra Madre e in fondo,anche noi stessi.

( Stefano Tommasi )

Questo slideshow richiede JavaScript.

madreterra1logo

madreterradoppioquadlogo

Maledetta (s)fortuna!!

C’era una volta un quadrifoglio bellissimo e fortunato.

Viveva in mezzo ai trifogli e le margherite, le quali,si innamoravano perdutamente di lui,così diverso dagli altri,così perfetto e prestante.

Il quadrifoglio non disprezzava tali attenzioni e anzi,sbeffeggiava i poveri trifogli,”incompiuti geneticamente”così amava definirli.

Man mano che il tempo passava,il suo ego crebbe in modo smisurato;non gli bastava essere il più bello e desiderato ma voleva di più.Gli elogi lo riempivano di autostima,a tal punto da sentirsi in grado di qualsiasi impresa e così prese la decisione,derivante da una assoluta convinzione: “Io posso volare!”,proclamò alle margherite in fiore.

Il mattino seguente,alle pendici del precipizio denominato “Volo di Icaro”,la folla gremiva.

Sulla sua sommità apparve il quadrifoglio,il quale,senza batter ciglio,inebriato dagli incitamenti dei suoi adoratori,privo di dubbi o paura,balzò! E volò!Volò! Solo che il sole,con suo stupore,non si avvicinò,ma divenne sempre più piccolo e lontano,finché….BADABUM!

A terra egli ritornò.

( Stefano Tommasi )