Restiamo in casa

Restiamo in casa.
Fuori il giorno
non sa che fare.
Uniamo i volti
senza parlare.
Senti che vento,
potrebbe piovere,
c’è aria da temporale.

 

© Stefano Tommasi

Disegno di copertina : Carlotta Castelnovi

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Tommasi in Francia (II)

SCRITTIMAIALI

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ARLES (Francia)  –  Il giorno seguente lasciamo l’amena Carmaux in un’alba molto tommasiana: intorno alle nove e mezzo quasi un quarto alle dieci.

Tommasi non parlerà e non emetterà nessun suono sino alle quattro e quarantacinque del pomeriggio quando vedrà un intenso fumo nero alzarsi in cielo ed oscurare ogni cosa, dovuto ad un grande incendio che incontriamo lungo la strada, subito pensa ad un esplosione in una centrale nucleare, quindi preso dal panico chiude il finestrino e si tappa il naso con la sua maglietta. Io alzo il volume della radio e proseguo in direzione della costa.

Arriviamo a Saintes Maries de la Mer, la capitale dei Gitani. Che di gitano almeno quel giorno aveva ben poco, solo ristoranti ovunque, e per citare il più grande fotografo concettuale dei nostri tempi: il castello della Lego. Ovvero un antico palazzo posto nel centro del paese restaurato forse …un po’ troppo.

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EZGO/NASER/ALì

Il mare,visto da Ventimiglia,è blu intenso.Non ci sono spiagge,ma scogli scuri che invitano alla prudenza.Seguendo la linea della costa con lo sguardo,in un attimo ci troviamo in Francia.Lì,lo scenario cambia: gli scogli lasciano il posto a piccole e affollate spiagge.E’ l’inizio della costa azzurra,l’inizio di un mare più rassicurante,l’inizio di una nuova vita,forse.

A questo,immagino pensassero Ezgo,Naser,Alì,quando,giunti al confine Italia/Francia,vollero toccare quelle piccole oasi,così sicure,a vederle da lontano.

Non le percorsero mai.

Il confine immaginario riprese vigore e sostanza,concretizzandosi in forma di militari armati,che respinsero i sogni di tanti Ezgo,Naser,Alì,riportandoli all’oblio del precedente inferno.

Questa è una storia immaginata,la scrivo mentre siedo su questo scoglio scarabocchiato,nei pressi di Ventimiglia.Da qua vedo la costa azzurra e delle piccole oasi affollate,così sicure,a vederle da lontano.

 

Testo e fotografie : © Stefano Tommasi

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Tommasi in Francia (I)

SCRITTIMAIALI

img_20160904_170235CARMAUX (Francia) – La prima immagine che abbiamo di Carmaux è quella di Jean Pierre, assessore a mille cose, che con coltello a serramanico piazzato al fianco del piatto ancora vuoto, attende l’imminente pranzo.

Gran bevitore il nostro Jean Pierre, sempre con la bottiglia in mano a riempire i calci altrui, e fino all’orlo ovviamente.

Siamo ad Albi, distante una decina di chilometri da Carmaux dove c’è la sede della mostra, dopo pranzo andiamo a visitare il museo di Toulouse Lautrec.

Dopo qualche ora riusciamo a sfuggire alle bevute offerte dal nostro ormai compagno d’avventure Jean Pierre. Molliamo la delegazione ufficiale e ci dirigiamo a Carmaux, che noialtri partiti di notte dall’Italia ancora non abbiamo visitato.

Il sottoscritto, già interprete ufficiale della spedizione, già biografo ufficiale del più grande fotografo concettuale dei nostri tempi e già autista sprovvisto di gps e dotato solo di una cartina dell’intera Francia del 1998…

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