Tommasi in Francia (V)

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Riassunto delle puntate precedenti:

Riecco la fortunata serie che ha fatto e sta facendo dannare ragazzine in tutto il globo per le avventure del più grande fotografo concettuale dei nostri tempi, Stefano Tommasi, che quando fa le foto brutte preferisce essere chiamato Tomassi, così per depistare e creare confusione.

Eravamo rimasti all’altezza dell’uscita autostradale St.Tropez o St.Tropesssss a seconda degli accenti.

La coppia composta, ovviamente, dal più grande fotografo concettuale dei nostri tempi e dal suo biografo di sfiducia si stava dirigendo verso il confine italiano, dopo aver lasciato Arles o Arlesssss, quando, a seguito di un diverbio (uno dei tanti), il biografo alla guida scelse di buttarsi nell’uscita St.Tropez o St.Tropessssss per dimostrare di non essere un taccagno.

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Tommasi in Francia (IV)

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ARLES (Francia) – La redazione di Scrittimaiali si scusa ancora una volta per il ritardo con cui ha redatto questo 4* episodio della fortunata serie ‘Tommasi in Francia‘ co-prodotto da Stefano Tommasi Fotografie. Causa impegni imprevisti istituzionali e mondani (ma mai lavorativi), nessuno dal direttore (ir)responsabile fino al ragazzo tuttofare era riuscito a scrivere il 4* episodio della serie che tanto ha fatto e sta facendo dannare ragazzine in tutto il globo, o quasi. Ma ora eccolo qua a quasi un anno dell’uscita del 1* numero.

Dopo esserci rifugiati in un irish pub a bere una birra decisamente poco francese, visto che l’adiacente ed ambitissimo Cafe’ des Artistes era rimasto chiuso per tutta la sera, eravamo rincasati anonimi camminando fra le case basse di Arlesssss fra le folate di vento con i nostri baveri tirati su.

La notte di fianco al mare di Arlesssss passa bene e alla mattina…

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Tommasi in Francia (III)

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ARLES (Francia) – La redazione di Scrittimaiali si scusa per il ritardo con cui ha redatto questo 3* episodio della fortunata serie ‘Tommasi in Francia’ co-prodotto da Stefano Tommasi Fotografie. Causa impegni imprevisti istituzionali e mondani, ma nessuno lavorativo, state pure tranquilli, nessuno della redazione: dal direttore (ir)responsabile fino al ragazzo tuttofare e’ riuscito a scrivere il 3* episodio, ma ora eccolo qua.

A parte il fatto che nessuno si ricorda nemmeno dove avevamo lasciato il piu’ grande fotografo concettuale dei nostri tempi… infatti rileggiamo volentieri…scusateci…ancora un attimo, ecco ora ci siamo.

Troviamo un posto per dormire molto francese, vicino a quello che Tommasi crede essere il mare, in realta’ e’ il Rodano, ma fa lo stesso. Ci piace pensare che ci sia il mare comunque la’ in fondo sulla strada. Poi andiamo a cena in un ristorante molto francese dove paghiamo un conto molto… caro. Alla sera girovaghiamo per…

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Tommasi in Francia (II)

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ARLES (Francia)  –  Il giorno seguente lasciamo l’amena Carmaux in un’alba molto tommasiana: intorno alle nove e mezzo quasi un quarto alle dieci.

Tommasi non parlerà e non emetterà nessun suono sino alle quattro e quarantacinque del pomeriggio quando vedrà un intenso fumo nero alzarsi in cielo ed oscurare ogni cosa, dovuto ad un grande incendio che incontriamo lungo la strada, subito pensa ad un esplosione in una centrale nucleare, quindi preso dal panico chiude il finestrino e si tappa il naso con la sua maglietta. Io alzo il volume della radio e proseguo in direzione della costa.

Arriviamo a Saintes Maries de la Mer, la capitale dei Gitani. Che di gitano almeno quel giorno aveva ben poco, solo ristoranti ovunque, e per citare il più grande fotografo concettuale dei nostri tempi: il castello della Lego. Ovvero un antico palazzo posto nel centro del paese restaurato forse …un po’ troppo.

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EZGO/NASER/ALì

Il mare,visto da Ventimiglia,è blu intenso.Non ci sono spiagge,ma scogli scuri che invitano alla prudenza.Seguendo la linea della costa con lo sguardo,in un attimo ci troviamo in Francia.Lì,lo scenario cambia: gli scogli lasciano il posto a piccole e affollate spiagge.E’ l’inizio della costa azzurra,l’inizio di un mare più rassicurante,l’inizio di una nuova vita,forse.

A questo,immagino pensassero Ezgo,Naser,Alì,quando,giunti al confine Italia/Francia,vollero toccare quelle piccole oasi,così sicure,a vederle da lontano.

Non le percorsero mai.

Il confine immaginario riprese vigore e sostanza,concretizzandosi in forma di militari armati,che respinsero i sogni di tanti Ezgo,Naser,Alì,riportandoli all’oblio del precedente inferno.

Questa è una storia immaginata,la scrivo mentre siedo su questo scoglio scarabocchiato,nei pressi di Ventimiglia.Da qua vedo la costa azzurra e delle piccole oasi affollate,così sicure,a vederle da lontano.

 

Testo e fotografie : © Stefano Tommasi

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Tommasi in Francia (I)

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img_20160904_170235CARMAUX (Francia) – La prima immagine che abbiamo di Carmaux è quella di Jean Pierre, assessore a mille cose, che con coltello a serramanico piazzato al fianco del piatto ancora vuoto, attende l’imminente pranzo.

Gran bevitore il nostro Jean Pierre, sempre con la bottiglia in mano a riempire i calci altrui, e fino all’orlo ovviamente.

Siamo ad Albi, distante una decina di chilometri da Carmaux dove c’è la sede della mostra, dopo pranzo andiamo a visitare il museo di Toulouse Lautrec.

Dopo qualche ora riusciamo a sfuggire alle bevute offerte dal nostro ormai compagno d’avventure Jean Pierre. Molliamo la delegazione ufficiale e ci dirigiamo a Carmaux, che noialtri partiti di notte dall’Italia ancora non abbiamo visitato.

Il sottoscritto, già interprete ufficiale della spedizione, già biografo ufficiale del più grande fotografo concettuale dei nostri tempi e già autista sprovvisto di gps e dotato solo di una cartina dell’intera Francia del 1998…

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