L’incavo

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Poesia :© Stefano Tommasi

Illustrazione :Jenny Meilihov

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Tommasi in Francia (III)

SCRITTIMAIALI

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ARLES (Francia) – La redazione di Scrittimaiali si scusa per il ritardo con cui ha redatto questo 3* episodio della fortunata serie ‘Tommasi in Francia’ co-prodotto da Stefano Tommasi Fotografie. Causa impegni imprevisti istituzionali e mondani, ma nessuno lavorativo, state pure tranquilli, nessuno della redazione: dal direttore (ir)responsabile fino al ragazzo tuttofare e’ riuscito a scrivere il 3* episodio, ma ora eccolo qua.

A parte il fatto che nessuno si ricorda nemmeno dove avevamo lasciato il piu’ grande fotografo concettuale dei nostri tempi… infatti rileggiamo volentieri…scusateci…ancora un attimo, ecco ora ci siamo.

Troviamo un posto per dormire molto francese, vicino a quello che Tommasi crede essere il mare, in realta’ e’ il Rodano, ma fa lo stesso. Ci piace pensare che ci sia il mare comunque la’ in fondo sulla strada. Poi andiamo a cena in un ristorante molto francese dove paghiamo un conto molto… caro. Alla sera girovaghiamo per…

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La vita assieme

Ti auguro rughe
ai lati degli occhi,
e parentesi tonde
a racchiuderti il sorriso.
Ed io presente,
in ogni ruga
degli occhi,
in ogni ricamo
del tuo sorriso.

 

© Stefano Tommasi

Tommasi in Francia (II)

SCRITTIMAIALI

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ARLES (Francia)  –  Il giorno seguente lasciamo l’amena Carmaux in un’alba molto tommasiana: intorno alle nove e mezzo quasi un quarto alle dieci.

Tommasi non parlerà e non emetterà nessun suono sino alle quattro e quarantacinque del pomeriggio quando vedrà un intenso fumo nero alzarsi in cielo ed oscurare ogni cosa, dovuto ad un grande incendio che incontriamo lungo la strada, subito pensa ad un esplosione in una centrale nucleare, quindi preso dal panico chiude il finestrino e si tappa il naso con la sua maglietta. Io alzo il volume della radio e proseguo in direzione della costa.

Arriviamo a Saintes Maries de la Mer, la capitale dei Gitani. Che di gitano almeno quel giorno aveva ben poco, solo ristoranti ovunque, e per citare il più grande fotografo concettuale dei nostri tempi: il castello della Lego. Ovvero un antico palazzo posto nel centro del paese restaurato forse …un po’ troppo.

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